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Danno estetico

Il danno estetico può derivare da una molteplicità di eventi: da responsabilità professionale, da trauma seguito ad un  incidente nella sua più vasta accezione, da avvelenamento, da aggressione e da altri ancora. Accanto alla lesione 'fisica' vera e propria, si accompagna quella di ordine morale o psicologico e mentre la prima può trovare un equilibrio, spesso la seconda è di carattere permanente e costituisce una grave e seria limitazione del proprio benessere complessivo. Anche qui, insieme al danno psichico, si ha un danno esistenziale che varia, ovviamente, da persona a persona, ma è pur sempre presente in una misura da accertare e valutare a fini risarcitivi.

La mia esperienza spazia dal danno conseguente a trauma incidentale, al danno che segue a trattamenti sanitari malriusciti : ad esempio, pensate ad un trattamento odontoiatrico che ha lasciato tracce estetiche negative evidenti sul paziente, con risultati purtroppo assai compromettenti non solo per la sua immagine, ma particolarmente sul piano delle relazioni, del lavoro. Il 'caso' odontoiatrico che segnalo nelle 'News' appartiene proprio a questa seconda categoria ed è solamente l'ultimo in ordine cronologico di cui mi sono occupato e che ha ricevuto il riconoscimento in sede giudiziale, dopo la CTU disposta dal giudice in sede di risarcimento civilistico.

Chi ha subìto un danno estetico può sviluppare una condizipone depressiva, ansiosa, con il ritiro dagli interessi e dalle relazioni sociali, interpersonali ed anche lavorative: pensate ad una professione a contatto con la gente, che deriva il suo  risultato anche da un rapporto stretto con le persone e capiremo la fondamentale importanza di un giusto riconoscimento di tale danno.