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Fibromialgia ed MCS : i danni neuropsicologici

Tra i  danni che purtroppo chi soffre di queste sindromi conosce bene, ci sono quelli di carattere neuropsicologico-cognitivo, ovvero cadute nelle prestazioni di memoria, attenzione, capacità di concentrazione e nelle "funzioni esecutive", ovvero l'insieme delle attività neurocognitive che consentono alla persona di organizzare una risposta comportamentale che permetta una adeguata reazione di adattamento ad un problema ambientale,sulla base di una integrazione delle proprie capacità singole. Affinchè la risposta sia adeguata, è necessario che il soggetto sia in grado di riconoscere la situazione ambientale, di valutare il proprio comportamento, di sviluppare reazioni alternative, di sostenere una coerenza ma anche una flessibilità dell'azione,di prevedere le conseguenze future del proprio  operato  e di reagire alla situazione con un adeguato atteggiamento emotivo. In termini più sintetici, le "funzioni esecutive" sono: la capacità di pensare in astratto e di pianificare, iniziare, ordinare in sequenza, monitorare ed interrompere comportamenti complessi. Tale insieme di capacità "esecutive" viene impegnato quotidianamente, molte volte senza che ce ne accorgiamo  ed un loro abbassamento è fonte di estremo disagio e complicazioni per le attività di ogni giorno.

Ci si accorge più facilmente se ci sono difficoltà di memoria e concentrazione, ma più difficilmente si percepiscono quelle delle funzioni esecutive, difficoltà talvolta confuse con quelle analoghe osservabili in  uno stato depressivo importante (ma qui entreremmo in un'altra determinante questione:il disagio psicologico conseguente alle malattie invalidanti, che è un effetto e non la causa). Poi molto spesso, anche quando il Medico effettua la diagnosi di deficit nella memoria e nella concentrazione, non si giunge alla 'misurazione' di quanto tali abbassamenti siano significativi. Fortunatamente, ci sono vari livelli di danno e non tutti sono severamente limitativi per le attività comuni della persona. Inoltre, possono esserci complicazioni in una area cognitiva ma non nelle altre. La mia esperienza clinica e pratica sul campo mi ha portato e mi porta costantemente alla valutazione di tali difficoltà soprattutto a fini riconoscitivi in sede amministrativa e giudiziale e quindi devo continuamente affinare gli strumenti diagnostici per permettere al meglio l'emersione puntuale del danno e le sue differenti manifestazioni.

Per esempio,un soggetto che soffre per la Fibromialgia o per l'MCS (vanno spessissimo insieme),può avere problemi anche importanti nella memoria e nella attenzione, ma non nelle funzioni esecutive. Chi, invece, ha quest'ultimo tipo di difficoltà, quasi sempre ha le altre associate. Come vedete, si tratta di diagnosi differenziali che poi vanno presentate adeguatamente di fronte alle Commissioni INPS,INAIL e davanti al CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio), nominato dal Giudice, quando si ricorra ad un ATP (Accertamento Tecnico Preventivo), chiamato a stabilire l'entità del danno. Per una spiegazione di quest'ultima azione, rimando alla trattazione specifica da me effettuata in altra parte del sito:http://www.giuseppecastellani.it/it/duis-hendrerit-nunc-pretium

Dopo questa rapida esposizione, voglio segnalarvi con un po' di tecnica, parte della metodologia da me applicata per giungere alla valutazione dei danni finora citati:

MEMORIA: si può ottenere con gli adeguati test l'indicazione del QM- Quoziente di Memoria, che ricalca il famoso QI-Quoziente d'Intelligenza, quest'ultimo è il  valore IMPRESCINDIBILE sul quale è basata l'assegnazione o meno ai differenti livelli di gravità - e quindi di percentuale di danno riconosciuto- per la diagnosi di "ritardo mentale" secondo il DSM IV e V  (il DSM è il Manuale impiegato internazionalmente per i criteri diagnostici dei disturbi psichici e cognitivi). Il QM descrive il discostarsi o meno della prestazione del soggetto dalla media del suo gruppo di età.   Quindi, non è determinante l'età del soggetto, perchè il suo risultato subisce le dovute correzioni per età.

ATTENZIONE-CONCENTRAZIONE : esiste da pochi anni la nuova versione di  un test finalizzato esplicitamente alla valutazione dell' "attenzione concentrata", impiegato nelle prove di selezione nei concorsi per le Forze Armate, Polizia, Carabinieri ed altri Corpi, in grado - con pochi minuti di somministrazione al soggetto-, di pervenire ad un valore indicativo del livello posseduto dall'esaminato entro una scala comparativa di normalità o meno, sempre tenendo conto del gruppo di età.  Il suo utilizzo mi consente lo studio appropriato di tale funzione ed anche di osservare il comportamento tenuto dal soggetto durante l'esecuzione in relazione alla presenza o no di uno stato ansioso che può limitare la sua prestazione: 2 informazioni in una ! 

Accanto a questa prova, utilizzo un "antico" test d'intelligenza 'non-verbale', il "Porteus Maze Test" (test dei labirinti di Porteus), con modalità adattate all'esame specifico.

FUNZIONI ESECUTIVE: abbiamo a disposizione per questo particolarissimo tipo di valutazione, una prova che fornisce la misura dell'integrità cognitiva richiesta per il corretto operare di queste funzioni, sinteticamente descritte sopra. Il punteggio è corretto per età,sesso e scolarizzazione. Ampia è la letteratura internazionale seguita agli studi clinici effettuati. 

LIVELLO INTELLETTIVO GLOBALE E STIMATO: se la condizione del soggetto lo richiede, necessariamente devo somministrare il test di valutazione complessiva del livello intellettivo più conosciuto ed utilizzato al mondo, la Scala WAIS, nelle sue forme attuali. Ma per la situazione di patologia che stiamo qui affrontando-la fibromialgia-, tale impiego è estremamente raro, solamente se ad essa si associa una condizione di deficitarietà mentale palese e già diagnosticata in sede neurologica o psichiatrica. Generalmente, per avere una conoscenza delle capacità intellettive complessive dell'esaminato, quali possedute antecedentemente l'insorgenza della malattia o dell'evento traumatico, ci si può affidare ad un altro test che procura la stima di dette capacità, attraverso un meccanismo per il quale si osservano quelle facoltà 'verbali' al momento in atto,  le ultime a decadere e quindi possiamo ottenere un differenziale  tra queste e quelle attualmente possedute. Se è negativo, abbiamo un altro segnale di danno che corrobora ulteriormente la richiesta di riconoscimento di invalidità.

Per quanti che manifestano le difficoltà sopra descritte sono stati effettuati studi valutativi appropriati? Spero di aver chiarito alcune questioni e, particolarmente, aver posto l'accento su una tipologia di danno invalidante che purtroppo ancora troppo spesso non viene menzionato nelle richieste amministrative di cui all'inizio, soprattutto perchè non "misurato" (perdonatemi il brutto termine, ma è esplicativo) nel dettaglio.

 

 

LE MALATTIE AMBIENTALI NON HANNO UNA ORIGINE PSICHIATRICA