Tu sei qui
Le possibilità risarcitive per il danno neuropsicologico nella Fibromialgia, nella Sensibilità Chimica Multipla e nelle altre Malattie Ambientali
Chi soffre delle patologie sopra citate in maniera tale da aver subìto una lesione severa, importante, della propria integrità fisica e psicologica, ha il diritto di chiedere che tali danni siano valutati in sede amministrativa, ovvero dall'INPS o dall'INAIL.
La differenza tra le richieste alle due Istituzioni è presto detta: nel I caso si tratta di persone che chiedono una valutazione di invalidità in sede civilistica, cioè indipendentemente dal fatto che svolgano un lavoro o meno; la II è rivolta a coloro che sono limitati nello svolgimento della propria occupazione (dipendente) in virtù della sindrome, oppure ritengono che la malattia sia stata causata da motivi di servizio, cioè scaturita dalle caratteristiche della loro occupazione (sempre dipendente: chi lavora in proprio può chiedere solo l'invalidità civile).
Come ci si deve comportare pragmaticamente? I passi sono relativamente semplici quando il danno è evidente, acclarato (e solo di questi ci occupiamo, in quanto ovviamente gli altri non hanno diritto), semplici ma comunque faticosi e anche un po' lunghi, ma possibili. Sono così riassumibili : I fase) ci si procura la certificazione dal proprio medico di famiglia attestante l'infermità, corredandola anche da visite specialistiche (importante) che riguardano le varie forme di patologia sofferta (dunque anche quelle neuropsicologiche e psicologiche -quest'ultime depressione, ansia, ecc.), detto medico le comunica telematicamente all'INPS /INAIL e subito dopo voi andate ad un Patronato che inoltrerà senza spesa definitivamente la domanda all'ENTE. Raccomandazione: entro un mese dalla data dei certificati. Sarete chiamati a visita dalla vostra sede istituzionale competente ed entro 120 giorni riceverete la risposta. Doverosamente, vi avverto che in questa prima fase è assai arduo un riconoscimento utile per ottenere i primi benefici da parte dell'ENTE : in sede civilistica è necessario il 74% di invalidità, in sede INAIL il 67% ed in prima istanza, spesso il riconoscimento si ferma al 40/50% di invalidità. Direte voi: a cosa ci serve? Purtroppo serve per avviare la II fase, quella dell'aggravamento o dell'ATP. Quest'ultima eventualità la chiarisco in altra parte del sito,specificatamente dedicata:
Per tutto quanto detto, occorre impostare una adeguata strategia, non a fini di esagerazione o meno che mai di manipolazione indebita di una condizione patologica, ma per ottenere al meglio il riconoscimento del proprio diritto, soprattutto in quei casi dove oltre al 100% di invalidità è necessario l'assegno di accompagnamento che sostenga le necessità del soggetto. In questa sede non posso entrare nei dettagli, perchè ogni Persona ha la sua storia e caratteristiche individuali diverse ed anche perchè costituisce parte integrante del mio operato, appreso in tanti anni sul campo e costantemente aggiornato grazie agli insegnamenti degli amici Medici Legali, del Lavoro ed anche dagli Avvocati con i quali collaboro per tante questioni che mi vedono spesso loro referente , ovvero dove il danno è esclusivamente di natura psichica o neuropsicologica (cause del lavoro per "stress lavoro correlato", ad esempio, ma anche in tante altre situazioni, quali esplicitate in questo sito).
In conclusione, un avvertimento. Per ottenere i benefici economici riconosciuti a partire dalle percentuali citate-per giungere al 100% con assegno di accompagnamento-, è indispensabile che il richiedente non abbia altre fonti di reddito superiori a 4400€ l'anno. In tal caso, i benefici saranno di altro ordine, ma non economico (pur sempre utili).